Nelle tesi di Medicina, Infermieristica e professioni sanitarie viene spesso richiesto uno stile bibliografico numerico, comunemente chiamato Vancouver. Il suo principio centrale è semplice: la fonte riceve un numero quando compare per la prima volta, e quel numero viene riutilizzato nelle successive citazioni. La forma concreta del richiamo può variare fra università e riviste; conviene quindi acquisire prima il modello fornito dal corso.
Come assegnare i numeri alle fonti
L’elenco dei riferimenti segue l’ordine con cui le fonti vengono citate per la prima volta, non l’ordine alfabetico. Se una pubblicazione è richiamata nuovamente in un altro capitolo, conserva il numero già assegnato. L’inserimento di nuove citazioni nelle prime pagine può cambiare tutti i numeri successivi: per questo è utile utilizzare un gestore bibliografico invece di rinumerare manualmente centinaia di richiami. Anche le fonti presenti soltanto in figure o tabelle richiedono attenzione all’ordine di citazione.
Articoli clinici e abbreviazioni delle riviste
Un riferimento a un articolo comprende autori, titolo, periodico, anno e altri dati editoriali disponibili. Le abbreviazioni dei titoli delle riviste devono essere verificate nelle fonti catalografiche riconosciute, senza creare sigle intuitive. Non confondere il numero di un fascicolo con il volume o con l’identificativo elettronico dell’articolo. Quando una pubblicazione è consultabile soltanto online, verifica come citare correttamente il formato effettivamente disponibile.
PubMed è un indice, non l’autore della fonte
Una scheda PubMed aiuta a recuperare metadati, DOI e informazioni editoriali, ma non va citata come se PubMed fosse l’autore dello studio. Controlla il testo originale e l’eventuale presenza di rettifiche, aggiornamenti o ritrattazioni. Nel caso delle linee guida cliniche bisogna indicare con precisione l’organizzazione che le ha prodotte, la versione e la data pertinente. Il quesito clinico e il tipo di evidenza guidano la scelta delle fonti, non la comodità di reperimento.
Indicazioni ICMJE e National Library of Medicine
Le raccomandazioni ICMJE rinviano ai modelli bibliografici della National Library of Medicine. La raccolta ufficiale Samples of Formatted References fornisce esempi per vari materiali. È importante però verificare anche le norme dell’ateneo: la posizione dei numeri nel testo, in parentesi o apice, può dipendere dal modello richiesto per l’elaborato.
Errori frequenti nel testo e nell’elenco finale
Gli errori più comuni comprendono fonti duplicate con due numeri differenti, sequenze saltate dopo una revisione, articoli non richiamati presenti nell’elenco e citazioni con dati incompleti. Evita anche di attribuire le conclusioni di una revisione sistematica a uno studio primario che non hai letto. Un controllo incrociato finale dei richiami e del file bibliografico permette di intercettare molti problemi prima della consegna.
Collegare lo stile alla struttura della tesi
La bibliografia serve a sostenere affermazioni cliniche e metodologiche, non a incrementare artificialmente il numero di fonti. Se il lavoro riguarda un quesito assistenziale, puoi consultare la guida alla tesi con PICO; per una revisione della letteratura con metodo esplicito, leggi anche la sezione sulla revisione sistematica PRISMA. Evita di applicare automaticamente Vancouver quando la facoltà richiede esplicitamente un altro stile.
Domande frequenti
In Vancouver le fonti sono in ordine alfabetico?
No, nella modalità numerica tradizionale seguono l’ordine della prima citazione.
La stessa fonte deve ricevere un nuovo numero a ogni citazione?
No, mantiene il numero già assegnato alla prima occorrenza.
Ogni università utilizza la stessa punteggiatura?
Non sempre: è necessario controllare template, manuale e linee guida del corso.
Ricercare e citare le evidenze cliniche
Approfondisci inoltre la ricerca documentale. Questi collegamenti aiutano a mantenere coerenti le scelte documentali, metodologiche e di analisi.
