Revisione e impaginazione

Tabelle e figure nella tesi: numerazione e didascalie

Come rendere grafici, immagini e tabelle coerenti con la struttura dell’elaborato e con le regole dell’ateneo.

Calcolatrice e documenti con grafici e tabelle

Grafici, tabelle e fotografie sono parte dell’argomentazione della tesi quando aiutano a comprendere dati, confronti o materiali analizzati. La loro utilità dipende da leggibilità e tracciabilità. Una figura esteticamente curata ma senza unità di misura, periodo o fonte può essere difficile da verificare. Prima di impaginare occorre distinguere fra tabelle, grafici, fotografie, schemi e altri elementi illustrativi secondo le convenzioni adottate dal corso.

Organizzare una numerazione coerente

Alcuni regolamenti richiedono numerazione progressiva lungo tutta la tesi, altri separata per capitolo. Le due modalità possono essere valide se applicate con continuità. Quando usi Word, preferisci le funzioni per inserire didascalie e riferimenti incrociati: rinumerare a mano decine di elementi favorisce errori dopo spostamenti e revisioni. Controlla che ogni elemento sia richiamato nel testo con il numero corretto.

Scrivere titoli informativi

La didascalia dovrebbe descrivere che cosa rappresenta l’elemento, senza ripetere un intero paragrafo. Per un grafico quantitativo indica variabili, unità e periodo; per una fotografia è utile precisare soggetto, luogo o data quando pertinenti e consentiti. Se l’ateneo colloca il titolo sopra le tabelle e sotto le figure, segui tale convenzione. Evita formule come ‘grafico dei dati’ che non identificano il contenuto.

Attribuire fonti e rielaborazioni

Un’immagine prelevata da un’opera altrui deve essere attribuita secondo le norme bibliografiche e le licenze applicabili. Se hai rielaborato un grafico partendo da dati esterni, chiarisci quale parte provenga dalla fonte e quale sia frutto della tua elaborazione. Le formule ‘elaborazione propria’ non autorizzano a omettere l’origine del dataset. Nel caso di materiali protetti, verifica i limiti della riproduzione in una tesi eventualmente accessibile online.

Mantenere leggibilità e accessibilità

Il testo nelle figure deve essere leggibile anche nella versione PDF, senza costringere a ingrandimenti eccessivi. Contrasti adeguati e distinzioni non basate soltanto sul colore aiutano l’interpretazione. Per le tabelle evita celle che contengono interi paragrafi o colonne troppo strette. Se la tabella è complessa, valuta una sintesi nel capitolo e una versione estesa in appendice.

Evitare grafici fuorvianti

Assi troncati, scale non uniformi o rappresentazioni non proporzionali possono suggerire differenze maggiori di quelle esistenti. Se i dati provengono da gruppi di diversa numerosità, indica denominatori e unità; se presentano incertezza, valuta come rappresentarla. Un diagramma tridimensionale può essere poco informativo quando rende difficile confrontare le grandezze. La scelta dovrebbe dipendere dalla domanda, non dall’effetto visivo.

Controllo finale in Word e PDF

Dopo l’ultima revisione aggiorna indici delle figure e riferimenti incrociati, controlla eventuali elementi spezzati fra pagine e verifica che non compaiano didascalie isolate. Apri il PDF finale per verificare dimensioni, colori e posizione dei contenuti. Per strutturare il capitolo dei risultati e svolgere gli ultimi controlli consulta la guida alla revisione della tesi.

Domande frequenti

Le tabelle devono essere numerate separatamente dalle figure?

Normalmente sì, ma occorre seguire le convenzioni richieste dal corso.

Posso scrivere ‘elaborazione propria’ se uso dati ISTAT?

L’elaborazione può essere propria, ma la fonte dei dati deve comunque essere indicata.

È meglio controllare direttamente il PDF finale?

Sì. Permette di individuare problemi non visibili durante la modifica del file Word.