Un database ordinato riduce molti errori nella fase di analisi della tesi. Quando un questionario viene esportato in Excel o CSV, il file può contenere intestazioni ambigue, formati incoerenti, risposte testuali, duplicati e informazioni personali non necessarie. Prima di aprirlo in Jamovi conviene predisporre una versione di lavoro controllata, mantenendo il file originale e documentando ogni modifica sostanziale.
Una riga per unità di osservazione
Nella forma più comune per un questionario trasversale, ogni riga rappresenta un partecipante e ogni colonna una variabile. Se uno studio rileva misurazioni ripetute della stessa persona, può essere necessario un formato differente, da progettare in funzione delle analisi. Evita righe vuote, titoli decorativi sopra le intestazioni e celle unite: rendono difficile l’importazione e possono spostare i dati in colonne sbagliate.
Nomi delle variabili e dizionario dati
Scegli nomi brevi e univoci, ad esempio eta, gruppo e ore_attivita_settimanali, conservando un dizionario che ne spieghi significato, unità di misura e categorie. Non usare lo stesso codice numerico con significati differenti in colonne diverse senza documentarlo. Le variabili create tramite calcoli devono essere distinguibili da quelle raccolte direttamente dai rispondenti. Un dizionario dati ben costruito rende verificabile la metodologia della tesi.
Come codificare categorie e risposte multiple
Le risposte come «sì», «no» e «non so» possono essere mantenute come etichette oppure convertite in codici numerici con una legenda. I numeri rappresentano categorie e non diventano automaticamente quantità. Per domande a selezione multipla è spesso utile predisporre una variabile binaria per ogni opzione, distinguendo chiaramente l’assenza di selezione da una risposta non fornita. Evita sostituzioni automatiche che possono cambiare il significato della risposta.
Dati mancanti, duplicati e valori impossibili
Prima di analizzare controlla se qualcuno ha inviato due volte il questionario, se sono presenti età fuori dall’intervallo ammissibile o valori non coerenti con il testo della domanda. I criteri per escludere un record devono essere dichiarati e applicati uniformemente. Le celle vuote non equivalgono sempre a zero: quest’ultimo può essere una risposta valida, ad esempio per le ore settimanali di una determinata attività.
Conservare la tracciabilità delle modifiche
Crea una copia del file originale e annota ricodifiche, esclusioni e trasformazioni. Non cancellare silenziosamente partecipanti che producono risultati inattesi. Per gli item invertiti di una scala, conserva la variabile originale e indica come è stato costruito il punteggio ricodificato. Se il progetto coinvolge dati personali, utilizza identificativi pseudonimi o anonimizzazione quando appropriato, rispettando le autorizzazioni e le regole applicabili.
Passare da Excel a Jamovi e scrivere i metodi
Verifica separatori decimali, formati data e caratteri speciali durante l’importazione. In Jamovi controlla che ogni variabile sia riconosciuta come nominale, ordinale o continua secondo il suo reale significato. Le verifiche del database vanno descritte nella sezione metodi e, quando rilevanti, nei risultati. Per la fase successiva consulta la nostra guida all’analisi dati con Jamovi e quella sul campionamento.
Domande frequenti
Si possono cancellare automaticamente le righe incomplete?
Non sempre. Serve un criterio coerente con il disegno e bisogna descrivere il trattamento delle mancate risposte.
Una colonna con 1 e 2 è una variabile quantitativa?
Non necessariamente: può rappresentare due categorie. Conta il significato della codifica.
È meglio conservare anche il file originale?
Sì. Permette di verificare le modifiche ed evita la perdita irreversibile dei dati raccolti.
Dal database ai test statistici
Approfondisci inoltre la scelta del test; la regressione multipla; il trattamento delle scale. Questi collegamenti aiutano a mantenere coerenti le scelte documentali, metodologiche e di analisi.
